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giovedì 20 maggio 2010

CAFE' RACER



Il termine Café Racer identifica una particolare tipologia di motocicletta.

Il contesto culturale [modifica]

Le prime Café Racer nacquero in Inghilterra durante gli anni sessanta e divennero presto un fenomeno di costume vero e proprio, che si estenderà anche alla Germania e all'Italia. Lo sviluppo della cultura del Rocker, in cui la motocicletta aveva un ruolo di primo piano, e la nascita delle prime gare clandestine, contribuirono alla propagazione di tale fenomeno. I giovani che possedevano una motocicletta iniziarono a modificarla estesamente, soprattutto a livello di estetica. Il nome Café nasce dagli omonimi locali, davanti ai quali si radunavano i proprietari di Café racer. Di questi, il più noto è l'ancora esistente Ace cafe.

Le modifiche [modifica]

Una Café racer.

Le Cafè racer erano caratterizzate da una serie di modifiche estetiche, atte a valorizzare l'idea di velocità. Gli alti manubri tradizionali erano di frequente sostituiti da bassi semimanubri che ricalcavano quelli usati dalle moto da gara. Il sellone di serie era sostituito da un codino con sella monoposto. A livello tecnico le elaborazioni erano molto semplici, come la sostituzione dei filtri dell'aria con eguali più porosi, o addirittura la loro rimozione, e l'installazione di carburatorimaggiorati. L'impianto di scarico era anch'esso oggetto di modifiche. I tubi di scarico erano spesso avvolti da garze, abitudine nata nell'ambiente delle corse per proteggere il pilota quando tali tubi raggiungevano un'elevata temperatura. Il terminale di serie era sostituito da uno a tromboncino, come quelli usati dalle moto da competizione. Questa modifica era spesso accompagnata dalla rimozione del silenziatore. Gli ammortizzatori venivano sostituiti da modelli più corti e rigidi. Sebbene aziende specializzate in breve tempo realizzassero cataloghi di componentistica specifica, la maggior parte delle Café racer era realizzata in modo artigianale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Café_racer

mercoledì 19 maggio 2010

Nico Cereghini: "L'odiosa sfollata"


Temo che sia capitato anche a voi: la marcia scappa e il motore urla in folle. Che schiaffo al nostro orgoglio! C’è un consiglio di Hailwood che mi è servito e può aiutarvi


Ciao a tutti.
Pochi giorni fa ero in pista con una Supersportiva 1000 molto ma molto estrema, e mi divertivo un bel po’ pur senza strafare perché sono poco allenato e le vertebre cervicali mi fanno male dopo pochi giri, quando all’uscita dalla curva più lenta è successo il fattaccio. Ma cosa avete pensato! Scivolata? Macchè: una odiosa sfollata. Ci sono cose che danno fastidio quanto un dente cariato, e la sfollata è una di quelle.

Naturalmente ho delle attenuanti. Le attenuanti abbondano nei racconti dei piloti e degli aspiranti tali. In questo caso, la moto non era mia e la posizione di guida neppure. Per dire che avrei dovuto regolare un mucchio di cose, a cominciare proprio dall’altezza del pedale del cambio. Bene: curva a destra, naturalmente ero fuori asse sulla sella, il piede sinistro non ha lavorato come doveva, la prima è uscita ma la seconda non è entrata. Orribile sgassata a salve che tutti i contadini sulle colline intorno all’autodromo devono aver sentito. Per non parlare degli altri motociclisti.

Amen, ormai era fatta, meccanicamente ho alzato la punta del piede, dentro la seconda questa volta, e via senza problemi. E mentre alzavo quella punta del piede mi è venuto in mente il consiglio firmato Hailwood, quello che trovai tanti anni fa in un suo libro, e ho ringraziato Mike-the-bike per l’ennesima volta a nome di tanti motociclisti.

Se ti capita di sfollare –scriveva il pilota più forte del mondo- inserisci sempre il rapporto più alto e mai quello più basso. E’ una raccomandazione santa, che oggi voglio divulgare il più possibile.

Proviamo a fare mente locale: metti che ti esca una seconda mentre stai passando alla terza. La moto perde velocità nella sfollata, e così potrebbe venirti istintivo scalare, pensando di riprendere la seconda e accelerare pulito. A me è capitato diverse volte, e metà di quelle volte ho buttato dentro malamente la prima, perché il cambio non era –come pensavo io- nel “falso folle“ tra seconda e terza, ma era finito nel vero folle tra la prima e la seconda. Capito il casino? Con il rapporto troppo corto la ruota rischia il bloccaggio e tu rischi la caduta, se non sei lesto a riprendere in mano la frizione.

Ecco uno di quei pochi casi in cui non bisogna dar retta all’istinto, e invece ragionarci sopra a mente fredda, per interiorizzare la faccenda e ricordarsene al momento opportuno. Ve lo dico così, tanto per chiacchierare, perché naturalmente a voi non è mai capitato di sfollare come un principiante, né vi capiterà nella vita, ci mancherebbe altro. Però non si sa mai.

Nico Cereghini


13/05/2010 http://www.moto.it/news/nico-cereghini-odiosa-sfollata.html

domenica 16 maggio 2010

Ducati Mono



Modifiche apportate:
specchietti Rizoma, frecce, sostituzione coda completa di supporto e gruppo fanale/frecce/porta targa con uno creato artigianalmente da me.
I prossimi lavori sono stati rimandati al prossimo inverno...
E' UN CANTIERE SEMPRE APERTO... ;-)

Ducati Sport Classic 1000 Monoposto

LA MIA GIALLONA